La Vergine e il Drago

Pubblicato il da debdeashakti

_MG_4493.JPG

 

Vergini e Draghi. Un paio di post fa raccontai di come ho perso la verginità, o almeno quello che nella nostra cultura si intende per Verginità. E' singolare che questa parola sia stata tanto abilmente deviata dal suo significato originario da identificare la condizione di giovani fanciulle che ancora conservano l'imene intatto e quella della loro rappresentante in Terra per eccellenza, l'unica donna di cui si ha notizia sul pianeta che abbia concepito senza aver conosciuto il maschio. Queste parole, Vergine e Drago, mi riecheggiavano nella testa, evocando favole e leggende dal sapore medievale, principesse confinate sull'alto di una torre con un feroce drago a difenderle, o meglio, custodirle fino all'arrivo dell'intrepido cavaliere. Chissà se le persone si chiedono abbastanza spesso, nell'era catodica in cui viviamo, quanto le parole legate all'immaginario popolare siano allo stesso tempo fuorvianti ed evocative di una verità che attraversa le ere. La perdita dei significati originari è un fenomeno che oggi è arrivato ormai al proprio culmine.

Tuttavia, pur nel caos di energie sbrigliate che lottano per l'equilibrio, vergini e draghi mantengono il loro antico legame indissolubile. Vergini custodi di draghi..domatrici di terrificanti draghi neri. Suona strano solo a pensarci. Ma come al solito, vi dico la mia. Quando la Shakti mi richiamò a sé avevo fatto qualcosa di semplice e magnifico proprio per via della sua semplicità. All'epoca che la mia amata nonna ancora esercitava il suo potere inibente sulla mia più profonda natura, mi capitò di innamorarmi. Avevo vent'anni e quel mio primo ragazzo, il primo con cui feci sesso, credo che fosse convinto di essere stato lui a togliermi la verginità perché, come spesso succedeva allora, quando gli raccontai la storia del tampone non mi prese sul serio.

Tre anni a non essere presa sul serio, a ingurgitare cibo per colmare la tristezza di quell'amore e quel sesso tiepido, tre anni di pillola anticoncezionale e di masturbazione e relative fantasie inibite per non ingenerare spiacevoli confronti, ebbero un effetto prevedibile sul mio corpo, la mia mente e la mia anima. Li spensero, impedendone il reciproco contatto.

Ma quando decisi di riprendermi il mio corpo coi suoi sacrosanti ritmi biologici, le mie fantasie di godimento, la mia scrittura e la mia intelligenza intuitiva, lì, al culmine della negazione della mia femminilità, un unico, potente atto di volontà pura mi ha restituito alla Terra e a mia Madre. Il serpente, il drago nero di tante leggende e racconti biblici si è risvegliato e ha reclamato il suo primordiale diritto sacerdotale. Finalmente ebbi la chiave per comprendere. Perché siamo state temute, bandite e rinnegate fin da quelli che crediamo collettivamente essere gli albori della civiltà.

Noi femmine Shakti non stiamo sull'alto di una torre ad attendere due braccia forti che ci salvino da tutto e da tutti.

                     Noi siamo le custodi del Drago.

Con tag divina shakti

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

bhs 03/23/2012 18:35

benritrovata debby
bello rivederti e rileggerti...

Sintesi 03/22/2012 19:01

E noi poveri cavalieri, già ci tolgono l'articolo 18, se ci tolgono anche le vergini prigioniere del drago in cima alle torri, cosa facciamo?