Maschile e Femminile
che significa amare e venerare il Femminile?
al di là delle mille possibili declinazioni particolari, l'amore per il femminile è amore per la vita, per la creazione in tutti i suoi aspetti, amore per il corpo che ci permette di costruire a nostra volta un corpo dentro di sé, e ci genera e ci nutre, amore per l'atto sessuale che ci ha permesso, attraverso la fusione di due principi, di trovare la via per la nascita in terra. amore per i cicli, così connaturati all'essenza femminile, sempre pronta a trasmutare come un serpente, a morire e a rinascere, se non si lascia cristallizzare e imprigionare dalla rigidità propria del maschile. amore per la trasformazione perpetua, quindi, così come la mostra Madre Terra, il principio femminile per eccellenza. questa capacità di restare fluidi e appassionati, carnali e al tempo stesso capaci di essere penetrati dal principio spirituale maschile, questo è amare e venerare il femminile. in terra, la donna lasciata libera di essere se stessa, o che osi riaffermare se stessa dopo essersi perduta, è il microcosmo della Vita, della Natura, dell'Esistenza. è shakti, la potenza creatrice di dio. la Donna, lasciata libera di essere se stessa, è l'unica in grado di mostrare all'uomo il Mistero della Creazione.
che significa amare e venerare il Maschile?
oh, che rischio in un'epoca come la nostra, in cui gli ultimi strascichi del patriarcato si preparano agguerriti a ingaggiare la battaglia finale contro il ritorno di Lilith.. che rischio nel consegnare di nuovo al maschio, e spontaneamente, il ruolo di Signore e Padrone.
e tuttavia, il principio maschile pienamente realizzato ed espresso è di una tale bellezza e gloria da far impallidire il femminile. laddove la Donna è vita e materia, caos e creatività, l'Uomo è ordine, direzione, immobilità e spirito. è lo slancio verticale, quello che quando il femminile è pienamente realizzato lo eleva verso vette che esso solo non potrebbe raggiungere. che cosa sarebbe una donna, anche la più bella, disinibita, libera e creativa, senza la propria controparte maschile? una splendida vedova, come un tempo ci mostrava la Divina Madre Iside, che istancabile non smetteva di cercare il proprio compagno smembrato e con esso il senso della realizzazione spirituale, l'anelito verso l'alto. Osiride come archetipo del divino Padre, Fratello, Amante, Signore. forse si crede che sia una cagnetta docile a poterlo ritrovare. e invece è la femmina indomita, quella che non smette mai di lottare, di ribellarsi e credere, sempre, che Lui sia lì, da qualche parte. e l'unico pezzo mancante per ricomporre il suo corpo smembrato...il Divino Fallo. che sia compito della donna, sempre, riadattare di era in era l'iniziazione sessuale dell'uomo?
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